Cuore di carne

Nico Vigenti, attraverso la citazione de “i non finiti” di Michelangelo, giunge alla natura delle cose e si accorge di essere il messaggero tra Cielo e Terra.
Il passaggio misterioso tra la parola dell’uomo e il Fiat del Soffio impronunciabile dell’Essere divino e’ indicato dal gesto felice dell’Artista che, consapevole dei suoi limiti, si affida a “Colui che ha fatto il mondo“, al Creatore, il nostro concorrente più amato e temuto.
L’opera dell’Artista non potrà mai essere compiuta essendo egli stesso un essere umano alla interminabile ricerca di Se’, delle sue origini dal passato infinito in viaggio verso un futuro infinito.
Si tratta del divenire, della trasformazione che appare insita nel concetto filosofico del “non finito”. Come se in questo percorso iniziatico fosse nascosto il segreto della “pia philosophia”, cui fa riferimento Marsilio Ficino quando afferma che nel “Corpus hermeticum” di Ermete Trismegisto affiora una sapienza antica, la rivelazione della gerarchia degli spiriti.
Nico Vigenti, con il suo attento lavoro colmo di intense meditazioni, sfiora il segreto della materia pregna di una materna luce. Michelangelo con le sue “divine mani” (Vasari) ritrovava nella pietra l’anima mundi e la rendeva palpitante di carnalità . Ed e’ su questa linea di pensiero che Nico Vigenti rende armonico il “non finito”, consegnandolo alle nostre inquietudini e all’intelligere…

Santa Fizzarotti Selvaggi