PROGETTO

VISIONARIA

 2014/2021

L’idea prende spunto e dà seguito ad un mondo immaginario nato nel 2014, sorge dalla casualità di un guizzo visivo sulla natura delle cose, sul bianco, sul vuoto, sull’assenza, da un depensamento che archivia e annulla il precedente e il succedente storico del pensiero pre-costituito, pre-figurato e si espleta sotto forma di precetti e affetti, liberando la purezza sensazionale.

Il Progetto Visionaria è un dramma-visivo, un’oper-A-zione artistica, fotografica e teatrale, ideata, progettata e realizzata da Nico Vigenti, artista, fotografo, attore e regista teatrale.

Visionaria pone come punto centrale della sua produzione l’uso contemporaneo del linguaggio attraverso differenti modalità espressive, estrapola e interpone riferimenti culturali da immagini e linguaggi storici diversi per poi rielaborarli.

Visionaria è l’allestimento di un’orchestrazione dell’”arte totale” dove la fotografia fuoriesce dal suo stesso “involucro” e si fa video, racconto sospeso, dislocato altrove ed entra in rapporto coi “dintorni”, dando vita ad un disegno urbanistico. Si assiste, quindi, al prodigioso sviluppo di una continuità tra le diverse arti, in larghezza e in estensione. Questa unità estensiva delle arti disegna i contorni di un teatro universale; si fa scenario di immagini, di linguaggi, di voci. Un vero e proprio teatro figurato e allegorico, in cui le fotografie, l’installazione teatrale si rivelano come personaggi, e la “città” ospitante come uno scenario, in cui i visitatori-spettatori sono anch’essi immagini tras-figurate o attori. L’arte intera diventa Entità sociale, spazio sociale pubblico. Piegare-dispiegare, avviluppare-sviluppare sono le costanti di questa operazione artistica. Questo teatro delle arti è la macchina vivente del “Sistema Nuovo”. Ogni riquadro indica una direzione dello spazio che coesiste però con tutte le altre, ogni forma confluisce in uno spazio illimitato, in tutte le direzioni di questo spazio simultaneamente. Questa unità collettiva va ancora oltre, punta verso un’unità completamente differente, comprensiva e spirituale, puntuale, concettuale: il mondo come piramide o come cono, che ricollega la sua ampia base materiale, immersa nella nebbia, a un vertice appuntito, a una sorgente luminosa, visionaria, a un certo punto di vista. Questo è l’immenso palcoscenico delle arti e della vita.

La prima fase pone l’attenzione sul concetto di immaginario sensazionale, che apre molteplici vie di fuga agli elementi figurati, in origine reali, vengono alterati, elaborati e interpretati liberamente. Le immagini prodotte, quindi, si fanno altro da sé, sono sospese nella leggerezza fluttuante: a mezz’aria, senza tempo e senza spazio, ad esperire una dimensione surreale di elevata e pura poesia.

La seconda fase introduce all’idea di “Città Sociale” e di “Teatro-Totale”.

Questa fase si articola, si struttura e si realizza il Dramma-Visivo, attraverso un’azione teatrale titolata “Diversione Poetica”, libera scrittura scenica, poema per voce unica.

Diversione Poetica è un brano sonoro, surreale, altisonante, delirante, dissacrante, che attinge agli abissi dell’animo e ascende all’immensità dell’universo, perso nel balbettamento di un linguaggio antistorico: una immanenza liturgia dell’assenza in solenne divenire.

Questa seconda fase prevede la realizzazione e l’installazione di una stanza insonorizzata, di colore nero, sulle cui pareti esterne sono inserite (delle finestre) quattro foto raffiguranti singole nuvole bianche su sfondo nero. L’interno della stanza ospita una proiezione audio-visiva che comprende la visione delle immagini esposte in mostra e l’ascolto del brano poetico Diversione Poetica.

Un concerto per voce sola, a cura dello stesso autore.

Stampa su Hahnemühle Photo Rag 350g, 100% carta cotone, montata su dibond, con passepartout e cornice, cm. 90×60. Edizioni 1/5.